Dolce Dolore
- adriaalderighi
- 25 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min

"Se mi lasci ti cancello" (Eternal Sunshine of the Spotless Mind), è un film del 2004 regia di Michel Gondry con un cast eccezionale tra cui Jim Carrey e Kate Winslet.
La trama potrebbe sembrare scontata: Joel Barish (Jim Carrey) inizia una storia d'amore con Clementine Kruczynski (Kate Winslet), la quale s'interrompe bruscamente causando un enorme dolore da entrambe le parti, qui però la storia prende un'altra piega, entrambi si rivolgono ad uno studio medico per cancellare dalla loro memoria, i ricordi della loro storia, come se non ci fosse mai stata.
Sul filo della fantascienza questo film affronta un dubbio amletico: come posso fare per non soffrire più? Perché devo sentire tutto questo dolore? Esiste un modo per evitarlo?
Fin dall'antichità numerosi scrittori e poeti hanno trattato il tema del dolore, basti pensare a Catullo con i suoi versi: "Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requisir. Nesci, sed fieri sentio et excrucior".
"Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia. Non lo so, ma sento che questo mi accade: qui è la mia croce."
Dolore, odio, rabbia, paura ... sembra che vadano inevitabilmente a braccetto con l'amore e quando una storia d'amore o d'amicizia finisce non ci rimane altro che la voglia di cancellare quella persona dalla nostra vita... non solo, anche tutti i ricordi che abbiamo di lei/con lei, così da evitare ogni dolore e rimorso... ma se fosse possibile.... cosa comporterebbe??
Quando finisce una relazione, che sia amorosa, d'amicizia o perfino familiare, parliamo di un "lutto": in questo caso, non collegandoci al senso stretto del termine, perché la persona non muore ma continua ad "esistere" anche senza di noi, lasciandoci con un vuoto che sembra incolmabile.
Se ci pensiamo bene, la nostra mente tende a farci ricordare molte più esperienze brutte e dolorose rispetto a quelle positive e piene di gioia...come mai??
La nostra mente non è diabolica, non è autodistruttiva... quando la nostra routine viene completamente stravolta, quando le certezze che abbiamo vengono a mancare, ci sentiamo spaesati, non sappiamo cosa fare, ed ecco che entra in scena il dolore, la paura, la tristezza ... anche se vengono considerate emozioni "brutte" o "negative" sono necessarie anzi... il dolore stesso c'insegna che questa situazione non ci piace, che vorremo cambiare, andare avanti .... ecco..... questo è il più grande insegnamento che ci può donare il dolore stesso.
Quando stiamo bene non vogliamo cambiare, anzi vorremmo che tutto rimanesse com'è, ma sappiamo che la vita stessa è imprevedibile... piena di ostacoli e prove da superare... il dolore c'insegna a rispettare i nostri tempi, le nostre paure, a raccoglierci per darci il tempo necessario per reagire... c'insegna a cambiare e a metterci in gioco, davanti alle nostre piccole o grandi sfide nel quotidiano.... per concludere vorrei citare una frase tratta dal libro "Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami: "Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro che sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato".







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