E .... ora??
- adriaalderighi
- 16 nov 2020
- Tempo di lettura: 2 min

Facciamo un passo indietro e poniamoci questa domanda.... che cos'è successo quest'anno?
A Marzo le nostre vite sono cambiate, le nostre abitudini e la nostra quotidianità è stata sconvolta da un "nemico invisibile" che ci ha costretto ad interrompere ogni nostra attività, trasformando le nostre case da luoghi sicuri in prigioni.
In tutto questo caos abbiamo adottato uno spirito di condivisione, di comunità ... e nel bene o nel male ... a seconda delle nostre possibilità abbiamo cercato di adattarci a questo radicale cambiamento, ci siamo sentiti più comunità.. abbiamo sentito il bisogno non solo di condividere con l'altro le nostre paure, ma abbiamo percepito e capito che anche per l'altro è altrettanto duro.. difficile... anche lui come noi sta vivendo questo stato d'angoscia, paura e frustrazione. A distanza di pochi mesi, a causa dell'enorme sofferenza del sistema sanitario, stiamo rivivendo un secondo lockdown eppure... non ci sentiamo così forti come all'inizio.. siamo molto più stanchi, stressati, arrabbiati...
Come mai?
Perché?
Il tempo non è stato nostro alleato.
immaginiamo di essere degli atleti e di voler intraprendere una maratona.
I primi 20km, a causa del forte vento contrario, abbiamo dovuto aumentare il passo consumando molta più energia sia fisica che mentale; abbiamo avuto pochi chilometri per riprender fiato ma non sono bastati, perché questo vento si è ripresentato e noi siamo molto più stanchi... senza fiato... e adesso??
Che facciamo??
Di chi è la colpa??
Non ci sono colpe né colpevoli rispetto a quello che stiamo vivendo.. piuttosto poniamoci altre domande...
Rispetto alla situazione attuale cosa posso fare per me?
Cosa posso fare che prima, a causa dei numerosi impegni, ho sempre rimandato?
Quali sono i pro e i contro di questa situazione?
Anche i miei amici, familiari condividono le mie stesse preoccupazioni? o ne hanno altre?
Siamo molto più impauriti sia per noi che per le persone a noi care e questa sensazione di paura non permette d'immaginarci un domani e forse ..... questa è la prima volta che ne prendiamo coscienza.
Perché dico coscienza?
Nonostante il nostro desiderio di voler controllare ogni cosa che ci circonda, il nostro ambiente sociale, prevedere e sapere il tipo di reazioni che l'altro potrà avere ecc.. questo Covid-19 ci ha fatto prendere coscienza dell'incapacità di controllare e prevedere sia l'altro sia l'ambiente circostante, facendosi passare da "uomini artefici del loro destino" a "uomini in balia del destino".
Naturalmente bisogna rispettare le regole del Ministero della Salute: mantenere la distanza, mettersi sempre la mascherina ed igienizzarsi spesso le mani ma, tolto questo, cosa possiamo fare?
Bisognerebbe volgere le nostre energie nel quotidiano.. nel nostro piccolo... bisogna ricominciare a prendersi cura del nostro giardino.. non pensandola come una regressione anzi... vediamola come un'occasione... un dono che facciamo a noi e agli altri.
Prendendoci cura del nostro giardino possiamo condividere un pezzo di terra con le persone a noi care, magari piantando insieme qualcosa, condividendo i frutti del proprio lavoro e poi chissà ... ammirando la bellezza di quello che siamo riusciti a creare per noi stessi.









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