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Voglio stare solo !!!

  • adriaalderighi
  • 24 nov 2020
  • Tempo di lettura: 2 min


Quest'anno è anomale per molti versi.

Il Covid 19 ci ha costretto a cambiare radicalmente abitudini, ad avere paura dell'altro, a stare chiusi in casa e a limitare le uscite dalla propria abitazione se non per lo stretto necessario.

In questo momento milioni d'adolescenti in tutta Italia, tra didattica a distanza, videochiamate con gli amici, videogiochi ecc passano la maggior parte del loro tempo chiusi nelle loro abitazioni, la loro camera è diventata il loro mondo non solo interno ma anche esterno e i mezzi grazie ai quali entrano in contatto con tutto quello che gli circonda sono pc, smartphone, tablet ecc.

Tra una generazione e l'altra cambiano le esigenze, i modi di comunicare, i modi di vestire... ma in un momento come questo talmente delicato, viene meno la possibilità (per gli adolescenti) di sperimentare il mondo, di mettersi in gioco: nelle amicizie, nei primi incontri amorosi, situazioni sociali ecc.. insomma in tutte quelle occasioni che si creano fuori dalla propria camera, dalla propria casa, che permettono il passaggio da bambino fino a giovane adulto.

Sappiamo in prima persona, essendoci già passati, che il periodo dell'adolescenza è molto delicato... "non sono né carne né pesce", "spesso sono arrabbiati con tutto/i" ma non per questo... questi moti d'ira vanno interpretati in maniera negativa ... anzi!!

Attraverso l'irruenza, l'impeto, la voglia di dire no... l'adolescente sperimenta, cerca di trovare una propria dimensione.. di trovare il proprio spazio, all'interno della propria rete sociale, ambientale e familiare.

Ma... se tutto questo non succede?

Se i nostri ragazzi invece "d'arrabbiarsi" di "dire no" si richiudono nelle proprie stanze?

Negli ultimi tempi viene spesso trattato il tema degli Hikikomori ma chi sono??

Senza entrare in tecnicismi particolari la parola Hikikomori significa "stare in disparte, isolarsi".

Questo fenomeno si è sviluppato in Giappone ma sta prendendo piedi in tutto il mondo specialmente in Europa.

Questi ragazzi vivono solo nella propria stanza, non escono mai, si fanno portare il cibo davanti alla porta della propria camera dai genitori evitando ogni contatto sociale con il mondo esterno.

Cosa fanno in quella stanza?

Si connettono con i propri dispositivi, passando da un'informazione all'altra senza prestarne attenzione, intraprendono "relazioni virtuali" con persone anche dall'altra parte del mondo, giocano ai videogame anche per molte ore consecutive sballando il ciclo del sonno (tendenzialmente prediligendo le ore notturne a quelle diurne).

Ma possiamo dire che i nostri ragazzi, ad oggi in questo particolare momento, sono diventati tutti Hikikomori??

Certamente no... inquadrando infatti il momento che stiamo vivendo poniamoci queste domande: Ad oggi i nostri ragazzi dove possono trovare uno spazio tutto per sé? Come possono sperimentare o creare in un momento del genere??

I nostri ragazzi si sono adattati a questa situazione che stiamo vivendo, spostando il "proprio mondo" in quella camera non potendo uscire fuori per interagire con i propri coetanei l'unico modo che gli rimane è interfacciarsi con uno schermo.

Va premesso che bisognerebbe indagare ogni situazione nello specifico... ad esempio se questi senso d'isolamento era presente da prima del lockdown e se si è accentuato successivamente oppure è comparso in questo ultimo periodo, se il ragazzo/a evita d'interagire con ogni membro della famiglia ecc...

In ogni caso se questo senso d'isolamento, di paura, di pensarsi in un futuro dovesse persistere sarebbe opportuno rivolgersi ad uno specialista.



 
 
 

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